Nuova Sabatini, ancora contributi per investire in 4.0. Ma il tempo stringe.

Rifinanziata fino a fine anno la misura che copre gli interessi sugli investimenti per macchinari, hardware, software e banda ultralarga. Ma le domande volano e sul piatto restano solo gli ultimi 280 milioni.

nuova sabatini

Nuova Sabatini 2018: volano le domande, quindi meglio fare presto. Dei circa 1,27 miliardi stanziati complessivamente solo il 22%, cioè poco più di 280 milioni è rimasto ancora “prenotabile” dalle aziende che vogliono investire in innovazione. 

Il Ministero dello Sviluppo ha fatto sapere che ci sarebbe tutto il 2018 per esaurire il residuo. Ma questo solo in teoria, dato che se il trend resta contaste i contributi potrebbero essere consumati molto prima.

E così le aziende che intendono approfittarne, investendo in macchinari tecnologici, hardware e software o per acquistare connessioni in banda ultralarga, dovranno fare presto.

Scopri gratis se hai i requisiti

 

Tu ottieni un finanziamento, e gli interessi li paga il Mise

La cosiddetta Nuova Sabatini, o misura “Beni strumentali” ha l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese per accrescere il loro livello tecnologico, e quindi per estensione la competitività del sistema industriale e produttivo nazionale.

In pratica, le imprese che vogliono innovare investendo in macchinari di ultima generazione o tecnologie digitali possono richiedere un finanziamento a banche o società di leasing accreditate (qui l’elenco aggiornato delle aderenti) ottenendo un contributo calcolato dal Ministero sugli interessi da pagare.

Quanto finanzia la Nuova Sabatini

Le imprese possono richiedere finanziamenti o leasing della durata di 5 anni, con un importo compreso tra i 20.000 e i 2 milioni di euro.

Ci sono due tipologie di investimenti che prevedono il rimborso.

  • investimenti ordinari

nuovi macchinari tradizionali, ampliamenti d’azienda, ecc..

  • investimenti in tecnologie digitali (o tracciamento rifiuti)

big data, cloud computing, fibra ottica, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, sistemi di controllo rifiuti, ecc…

La misura del contributo è stata stabilita su base convenzionale. Gli interessi annui rimborsati sono quindi rispettivamente:

  • 2,75% sugli investimenti ordinari
  • 3,575% sugli investimenti digitali

Un esempio? Chiedendo un finanziamento a 5 anni di 100.000 euro per investire in tecnologie digitali ottengo il diritto a un rimborso di quasi 11.000 euro di interessi versati.

CALCOLA QUANTO TI SPETTA

E c’è un’altra buona notizia: le Pmi imprese possono beneficiare del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, che può garantire per conto dell’azienda fino all’80% del finanziamento.

 

Come richiedere il contributo

 In linea di massima, per richiedere il contributo questi sono i principali passaggi:

  • L’azienda deve presentare la domanda alla banca (o all’agenzia di leasing) scelta
  • La banca (o l’agenzia di leasing) verifica l’idoneità e la regolarità dei documenti
  • La banca (o l’agenzia di leasing) trasmette al Ministero la prenotazione delle risorse e delibera la concessione del finanziamento
  • L’azienda investe e, a investimento ultimato, compila la richiesta per l’erogazione del contributo, che sarà riconosciuto in rate successive.
Scopri gratis se hai i requisiti

 

Fai in fretta, le richieste volano

 È già boom di domande di agevolazione: quasi 50 mila quelle presentate in tutta Italia, per un ammontare di contributo prenotato di 991 mila euro. Come detto restano prenotabili ancora 280 mila euro, ma il tempo stringe, quindi se hai in mente di investire non pensarci due volte e attivati subito, anche solo per capire meglio come funziona.

 

CNA, «Bene il rifinanziamento»

La riapertura dell’agevolazione, con estensione confermata per tutto il 2018, è vista positivamente da CNA, che si era spesa fin dall’inizio chiedendo al Ministero ogni sforzo possibile per rifinanziare la Nuova Sabatini.

Secondo l’associazione lo strumento ha dimostrato la sua piena efficacia nel sostenere importanti processi di innovazione e modernizzazione soprattutto delle imprese manifatturiere.

Il rifinanziamento resta comunque un inizio: l’opportunità dovrà continuare a essere sostenuta fino a che saprà porsi come leva per la produttività, oltre che per il numero di investimenti sostenuti.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *