Nuova Sabatini 2019, altri 480 milioni per investire in tecnologie innovative

Il Mise ha riaperto lo sportello per gli incentivi alle imprese che investono in macchinari, impianti e attrezzature. Accolte anche le richieste dei “ritardatari” della prima tornata.

nuova sabatini 2019

Buone notizie per le piccole e medie imprese interessate ad investire in tecnologie innovative. Di fronte alle tante richieste pervenute nella prima fase, il Ministero dello Sviluppo ha deciso di rifinanziare la Nuova Sabatini. E così con il mese di febbraio è stato ufficialmente riaperto lo sportello per presentare domanda di accesso agli incentivi riservati alle aziende che investono in nuovi macchinari, impianti e attrezzature innovative.

A disposizione delle imprese sono stati messi sul piatto altri 480 milioni, aggiunti agli 1,27 miliardi già stanziati nella prima fase, e letteralmente “bruciati” prima della conclusione del 2018 da un vero boom di richieste.

E a questo si somma un’altra lieta novella: le regolari domande che nel 2018 erano pervenute a risorse ormai esaurite sono state accolte in questa nuova fase, potendo quindi contare a tutti gli effetti del sostegno su cui speravano per investire. Segno che, di fronte a incentivi che vengono rinnovati anno per anno, non è mai detto che sia troppo tardi.

Cos’è la Nuova Sabatini

La Nuova Sabatini, nota anche con il nome di “beni strumentali” è una misura pensata per facilitare l’accesso al credito alle imprese che intendono usare le risorse per acquistare macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software, connessioni in banda ultralarga e tecnologie digitali.

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Finanziamenti con interessi a carico del Mise

La misura prevede proprio questo. L’impresa può ottenere un finanziamento da banche o società di leasing accreditate (qui l’elenco aggiornato delle aderenti), ricevendo dal Ministero un rimborso sugli interessi da pagare per restituire la cifra ottenuta.

Il finanziamento deve essere di 5 anni, di un importo compreso tra i 20 mila e 2 milioni di euro.

Quanto ottengo con la Nuova Sabatini

L’azienda può fare due tipologie di investimenti, a seconda delle quali può ottenere una diversa fetta di rimborso sugli interessi.

  • Gli investimenti ordinari (nuovi macchinari tradizionali, ampliamenti d’azienda, ecc..) valgono un rimborso sull’interesse del 2,75%
  • Gli investimenti digitali (big data, cloud computing, fibra ottica, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, sistemi di controllo rifiuti, ecc…) valgono un rimborso sull’interesse del 3,575%

Per fare un esempio: se chiedo un finanziamento di 100 mila euro in 5 anni per investire in tecnologie digitali (tasso 3,575%) ottengo il diritto al rimborso di quasi 11 mila euro di interessi versati.

Al link sottostante trovi un form in Excel che consente di simulare il rimborso ottenuto a seconda del finanziamento richiesto.

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Come richiedere il contributo

In questa infografica sono riassunti tutti gli step.

In linea di massima, per richiedere il contributo i passaggi principali sono:

  • L’azienda deve presentare la domanda alla banca (o all’agenzia di leasing) scelta
  • La banca (o l’agenzia di leasing) verifica l’idoneità e la regolarità dei documenti
  • La banca (o l’agenzia di leasing) trasmette al Ministero la prenotazione delle risorse e delibera la concessione del finanziamento
  • L’azienda investe e, a investimento ultimato, compila la richiesta per l’erogazione del contributo, che sarà riconosciuto in rate successive.
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